il commercio equo e solidale

commercio equo e solidaleE’ una delle risposte agli squilibri generati dall’attuale sistema internazionale di scambi: consiste infatti in una forma di COOPERAZIONE tra produttori del Sud del mondo e consumatori del Nord del mondo, e questo permette l’autosviluppo e l’autogestione delle comunità più povere; inoltre contribuisce ad aumentare la consapevolezza e l’ informazione dei consumatori rispetto ai meccanismi che creano squilibri.
L’utilizzo dello scambio commerciale equo come strumento di cooperazione permette di uscire da logiche di assistenzialismo che, a lungo termine, possono generare dipendenza dagli aiuti; dimostra anche che il creare le condizioni necessarie
all’ autosviluppo comporta un costo minore a quello per i programmi di aiuto d’emergenza.

Il Commercio Equo e Solidale è tutto questo, ma anche molto altro: nel prefigurare un’economia realmente “alternativa” rispetto a quella dominante, si cerca di evitare, ad esempio, che una comunità dipenda totalmente da una produzione, tanto più se questa è destinata ad un mercato estero, anche se equo. Così, per molti dei gruppi di produttori è naturale rivolgersi prima di tutto al mercato locale e cercare di essere autosufficienti per alcuni dei bisogni fondamentali.

I prodotti si trovano nelle cosiddette ‘Botteghe del mondo’, ed è garantita la produzione in condizioni sociali dignitose e nel rispetto dell’ambiente.


“Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ ambiente, attraverso il commercio, la crescita della consapevolezza dei consumatori, l’educazione, l’informazione e l’azione politica. Il Commercio Equo e Solidale è una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: produttori, lavoratori, Botteghe del Mondo, importatori e consumatori”.
Dalla Carta Europea dei Criteri del Commercio Equo e Solidale, 1999