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	<title>EquOnLine.com &#187; Giornata mondiale</title>
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	<description>La guida online al commercio equo e solidale</description>
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		<title>Il 9 maggio la giornata mondiale del commercio equo</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 10:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[AGICES]]></category>
		<category><![CDATA[commercio equo]]></category>
		<category><![CDATA[Fairtrade TransFair Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Oltre 500 eventi nel mondo da Auckland a Samoa.
Il 9 maggio si celebra la Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale promossa dalla World Fair Trade Organization, «quest’anno un vero Big Bang di feste, tammuriate, eventi di piazza farà esplodere il pianeta con oltre 500 eventi in più di 70 Paesi» si legge in un comunicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Oltre 500 eventi nel mondo da Auckland a Samoa.</strong></em></p>
<p>Il 9 maggio si celebra la Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale promossa dalla <a href="http://www.wfto.org/">World Fair Trade Organization</a>, «quest’anno un vero Big Bang di feste, tammuriate, eventi di piazza farà esplodere il pianeta con oltre 500 eventi in più di 70 Paesi» si legge in un comunicato di Agices e TransFair Italia, i due coordinamenti del commercio equo in Italia.</p>
<p><img align="left" title="commercio-equo" src="http://www.equonline.com/contenuti/commercio-equo-150x150.jpg" alt="commercio-equo" width="150" /> Gli eventi «inizieranno all’alba ad Auckland e si concluderanno a Samoa il 9 maggio 2009 passando per Africa (18 iniziative), Asia (90), Europa (200), Nord America (57), Sud America (6), Oceania (16).<br />
WFTO, nata dall’esperienza della rete internazionale IFAT, mobiliterà i suoi oltre 350 membri in tutto il mondo che coinvolgono oltre 110 milioni tra contadini, artigiani, punti vendita e sostenitori e fatturano oltre 2 miliardi di dollari di vendite equosolidali l’anno».</p>
<p>In Italia AGICES e Fairtrade TransFair Italia lanciano un appello ai candidati al Parlamento Europeo per chiedere loro di impegnarsi a «battere la crisi con regole e prodotti più giusti e più solidali».</p>
<p>Le associazioni di commercio equo chiederanno ai candidati di sottoscrivere un impegno concreto in vista delle prossime consultazioni elettorali. Lo stesso impegno pubblico verrà proposto ai candidati di altri 20 Paesi dell’Unione Europea dove il Commercio Equo e Solidale porta avanti da almeno 40 anni il suo lavoro di sensibilizzazione e di cambiamento delle regole, della produzione e dei consumi.</p>
<p>«Se sarò eletto come membro del Parlamento Europeo (2009-2014) – si legge nel testo dell’impegno &#8211; mi batterò per assicurarmi che il Parlamento Europeo e le altre istituzioni dell’Unione assicurino, per quanto possibile, un riconoscimento pubblico al lavoro delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale. In particolare, farò quanto in mio potere per assicurarmi che i bisogni e i diritti dei produttori e dei lavoratori marginalizzati del Sud del mondo vengano tenuti in considerazione in tutte le politiche dell’Unione Europea, e che l’Europa garantisca un sostegno adeguato ai progetti del Commercio Equo e Solidale che li aiutino a sconfiggere la povertà attraverso la produzione e il commercio».</p>
<p>L’elenco dei candidati europei che accetteranno di sottoscrivere l’impegno verrà pubblicato sui siti delle due organizzazioni e verranno realizzati incontri con i gruppi parlamentari e i parlamentari interessati a promuovere il proprio impegno.</p>
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		<title>Il Commercio Equo e Solidale su Repubblica.it</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2007 11:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cees]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornata mondiale]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vie del mercato equosolidale sono infinite
Il Commercio equo e solidale (Cees) celebra domani la sua giornata mondiale. Il Cees, o Fair Trade, è l&#8217;altra faccia della globalizzazione che, alla logica del massimo profitto, contrappone quella non profit della lotta allo sfruttamento e del consumo critico, impiantando nel Sud del mondo colture che servano anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le vie del mercato equosolidale sono infinite</strong></p>
<p>Il Commercio equo e solidale (Cees) celebra domani la sua giornata mondiale. Il Cees, o Fair Trade, è l&#8217;altra faccia della globalizzazione che, alla logica del massimo profitto, contrappone quella non profit della lotta allo sfruttamento e del consumo critico, impiantando nel Sud del mondo colture che servano anche a mitigare la povertà , rispettino la salute, le donne, i bambini, l&#8217;ambiente, la trasparenza, promuovendo lo sviluppo sostenibile e garantendo salari dignitosi. </p>
<p>Il movimento, che ha visto la luce fra i protestanti mennoniti americani nel 1945 e ha trovato lo slancio in Europa, a partire da Inghilterra e Olanda negli anni 60, costituisce ormai un fenomeno di mercato, seppure di nicchia: dal 2000 al 2005, in venticinque Paesi europei ha incrementato il suo valore di affari del 154 per cento, raggiungendo un fatturato di oltre 660 milioni. Quasi ottantamila i punti vendita, tra i quali prevale la grande distribuzione (oltre 57 mila supermercati e affini), seguita da circa 19 mila esercizi commerciali e poco meno di tremila &#8220;botteghe del mondo&#8221; che impegnano piÃ¹ di centomila volontari. In Italia, il fatturato 2006 Ã¨ stato di 110 milioni: vendite al 45 per cento nella grande distribuzione e per il resto nelle circa 500 botteghe.<br />
<span id="more-23"></span><br />
Nel mondo, come in Italia, i produttori della filiera Cees sono piccole organizzazioni, famiglie o coop del Sud del mondo, che devono garantire il rispetto di minime norme sul salario e i diritti degli associati e dei dipendenti, avviare processi produttivi ecocompatibili, investire la parte dei guadagni superiore a quelli di mercato in azioni per la comunitÃ : il Fair Trade pacifica comunitÃ  uscite dalla guerra come in Ruanda, fa aprire scuole, fornisce pari opportunitÃ  alle donne.<br />
I traders, invece, sono gli esportatori-importatori che selezionano i produttori, li formano e pagano loro un prezzo &#8220;dignitoso&#8221;, indipendente dagli sbalzi del mercato. In Italia, le maggiori centrali di export-import equo e solidale sono una decina, ma anche le catene della grande distribuzione come Coop hanno stipulato contratti fair con i produttori. </p>
<p>Organismi di certificazione verificano e garantiscono che la produzione sia eseguita secondo i dettami fair. Quanto ai distributori, un tempo erano soprattutto le botteghe. Poi sono arrivati i supermercati. </p>
<p>Negli ultimi mesi, perÃ², il fair trade Ã¨ diventato oggetto di inchieste dei giornali economici: a settembre il Financial Times ha denunciato che in PerÃ¹, in quattro piantagioni di caffÃ¨ equo e solidale, i lavoratori sono pagati sotto il minimo sindacale, che le coltivazioni si estendono anche su aree protette, che una parte del prodotto certificato fair Ã¨ di origine ignota. &#8220;Qualche errore va messo nel conto&#8221;, ma &#8220;la struttura generale funziona&#8221; spiega Alberto Zoratti vicepresidente dell&#8217;Agices, l&#8217;associazione di categoria dell&#8217;Equo e solidale. L&#8217;Economist, a dicembre, ha sostenuto che il fair trade Ã¨ assitenzialista e vizia il mercato. Giampaolo Barbetta, economista della Cattolica, ribatte che il Cees &#8220;giova in qualche misura perchÃ© apre sbocchi a produttori che altrimenti non avrebbero avuto accesso ai mercati occidentali e ai nostri standard di qualitÃ &#8221; e che &#8220;rompe il monopolio dei singoli mediatori, aprendo alla concorrenza anche le aree piÃ¹ isolate&#8221;. </p>
<p>Intanto, come annuncia il senatore dell&#8217;Ulivo Nuccio Iovene, il Parlamento italiano sta lavorando a una legge anticontraffazione, la prima del genere in Europa. </p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/venerdi-994/venerdi-11/venerdi-11.html" target="_blank">vedi articolo originale</a></p>
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